Lo stato italiano e la fine di un abbraccio
26.03.2014 21:54Qualche giorno fa ho letto parte del rapporto Unicef sul benessere dei bambini nei paesi classificati ricchi.
Ovviamente c'è l'Italia e ovviamente ne usciamo male...le nazioni prese in oggetto sono 29 e noi, udite udite, siamo al 22° posto nella graduatoria complessiva, mi aspettavo di star dietro tutti i paesi del nord Europa ma vederci alle spalle di Ungheria, Estonia, Slovacchia mi ha fatto venire un tonfo al cuore. Ho due bambini piccoli e solo quest'anno ci siamo scontrati con la realtà terribile (almeno per noi) della scuola pubblica e non mi sorprende vedere l'Italia al 25° posto per Istruzione, viviamo in pianura padana, la zona con la più alta concentrazione di polveri sottili e sottilissime d'Europa e il 21° posto per le Condizioni abitative e ambientali forse è tanta roba, un pochino meglio le condizioni di salute e sicurezza che ci vedono al 17° posto. Per anni il sistema istruzione è stato il nostro fiore all'occhiello ma poi la politica ci ha messo il suo zampino zoppo e ha deciso di tagliare dove invece ci sarebbe solo da aggiungere, i nostri studenti sono al 24° posto per rendimento scolastico e siamo arrivati ad avere il tasso NEET (Not in Education, Employment or Training) più alto tra i paese indutrializzati, il 17% dei nostri bambini vive sotto la soglia di povertà, inaudito. Siamo nella situazione tragica in cui gli adolescenti non vanno a scuola e non lavorano! E, siccome ci piace sia il bastone che la carota, I nostri ragazzi fumano tanto (22° posto) e bevono poco rispetto gli altri (4° posto), da un campione di ragazzi intervistato è risultato che quasi l'80% di loro non ha difficoltà a parlare con la madre e il 60% con il padre. Mi sembra una cosa buona.
Perchè dico "fine di un abbraccio"? Perchè il quadro che si delinea dai dati Unicef ci restituisce un'Italia piuttosto menefreghista, non impegnata nel rispetto del suo patrimonio più prezioso: i bambini e i giovani. Penso che i rappresentanti virtuosi di uno stato da definire "sociale" dovrebbero sedersi in Parlamento e prima di tutto chiedersi "Sto facendo bene per i miei figli? Vado incontro alle esigenze presenti e future dei miei nipoti?"
Ci vorrebbe poco, molto poco per stare bene TUTTI e sono convinta che il grande lavoro lo debba fare la politica. È vero, noi siamo la società e il nostro impegno a far bene nel quotidiano sarebbe un ottimo repellente per il brutto ma ci si scontra con la realtà, spesso frustrante, delle istituzioni e allora bisogna cercare di tappare il buco che scoprono insegnanti poco motivate e sorridere alla faccia dell'impiegato statale sgarbato.